martedì 24 gennaio 2012

Le Lavandaie del Po e la Tartaruga Sacra Guazza (ottavo esercizio taoista)



Un duro lavoro, come dura era la vita, le mani in costante contatto con l’acqua non erano nemmeno il disagio peggiore, la vera sofferenza era dovere stare per ore ed ore chinate, protese in avanti, allungate verso l’acqua del fiume, per insaponare, sciacquare e strizzare i panni.
Per rendere sopportabile queste lavoro,  nel tempo è stata adottata una particolare asse per lavare, che aiutava il corpo a mantenere una postura migliore, più centrata, comoda, nella completa scomodità del gesto fisico.

Questa grossa asse rettangolare, con le tipiche scanalature per “lavorare” la biancheria, era stata concepita con una particolare forma che si adattava perfettamente alla zona delle anche delle lavandaie, faceva in modo che nel protendersi in avanti, il bacino rimanesse arretrato, vi fosse un movimento iniziale del bacino simile ad una leggera rotazione verticale verso il posteriore (oggi lo definiremmo anteroverso)  che manteneva la schiena dritta, le spalle aperte e un’apertura più generale del tronco. Se quelle donne vi avessero fatto caso, avrebbero notato che anche la respirazione ne poteva giovare. Questa postura, in realtà volutamente costretta, consentiva anche di avere una maggior flessione in avanti del busto, permettendo loro di raggiungere l’acqua più facilmente. L’asse aveva un sostegno centrale particolarmente sagomato, con una consistente bombatura, anche questo era stato studiato per uno scopo, mantenere le ginocchia aperte ed evitare che potessero flettere all’interno, un’altra costrizione essenziale per arrivare a sera senza eccessivi dolori alle ginocchia e senza che, con l’andare del tempo e con la vecchiaia, la possibilità di camminare agevolmente fosse compromessa.
Il movimento delle braccia avveniva in avanti ed indietro con un leggero accenno di rotazione in estensione.
Potremmo vedere molta saggezza in questi gesti delle lavandaie del Po, nel loro “guazzare” a pelo d’acqua.
Una lontana domenica di Gennaio ho conosciuto una persona molto speciale, ha tenuto la lezione del pomeriggio ADO-UISP per insegnanti di Tai Chi Chuan. Sono rimasto colpito dai modi, dalla pacatezza, dal vigore e dalla semplicità con la quale portava avanti progetti per l’aiuto di chi ha meno possibilità di riuscire nella vita.
Nella pausa ho preferito rimanere ad ascoltare quello che stava raccontando, sempre in maniera aperta ed allegra come è solito fare, ne è uscita, tra le altre,  la storia delle lavandaie del Po, è stato lui a raccontare dettagliatamente la storia di questa particolare asse per lavare, anche se non essendo praticante di Tai Chi non poteva cogliere le similitudini posturali fra l’asse delle lavandaie del Po e l’ottavo esercizio taoista “La tartaruga sacra guazza”.
Comunque è un esempio in più di come le belle persone, anche con semplici racconti, sappiano trasmettere sempre qualcosa di importante e trasmettano il Vero, anche senza rendersene conto.

Il dipinto dal titolo:  “Le lavandaie” è di Nino Carrara - 1929

16 commenti:

  1. Che meraviglia di articolo.Mi colpisce molto.Grazie di aver condiviso!

    RispondiElimina
  2. Ciao Alessandra, è sempre interessante trovare un denominatore comune fra quelle che vengono definite culture "alternative" come può essere il tai chi in questo caso, e quello che in realtà abbiamo sempre fatto anche noi occidentali fino a qualche decennio fa. Tutto si è sempre svolto solo seguendo la natura, che è la stessa per tutti, sia in oriente che in occidente. Forse la cultura realmente "alternativa" cioè al di fuori della Natura è proprio quella che si è sviluppata negli ultimi cento anni con il boom economico ed il conseguente consumismo, c'è un gran bisogno di comune consapevolezza su questo argomento.

    Paolo

    Paolo

    RispondiElimina
  3. Bisognerebbe riscoprire la consapevolezza del "naturale". Noi siamo la Natura. Abbiamo orari e cicli biologici che dovremmo seguire, abbiamo la terra dispensatrice di tutto ciò che il nostro corpo necessita. Abbiamo il silenzio e la musica ed in esse dovremmo abbandonarci.
    Non ci vuole molto.. nemmeno in questo difficile mondo che ci circonda. Basterebbe rinunciare a ciò che non ci è necessario ed imparare ad amare prima di tutto noi stessi.... con naturale semplicità.

    L'immagine delle lavandaie è evocatrice.... è un bellissimo racconto.

    Grazie
    Joh

    RispondiElimina
  4. Ciao Joh, condivido completamente il tuo pensiero, non serve aggiungere nulla.

    A presto

    Paolo

    RispondiElimina
  5. Ma che forte questa storia! In effetti non l'avrei mai detto! :-)

    Certo che ne fai di attività tu, eh? ;-)

    www.wolfghost.com

    RispondiElimina
  6. Ciao Wolf, pensa che in realtà sono molto pigro, ma la pigrizia è un valido compagno di viaggio....se ne potrebbe discquisire un giorno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, non ci credo che tu sei troppo pigro! Certamente non mentalmente almeno, ma... credo nemmeno fisicamente ;-)

      www.wolfghost.com

      Elimina
    2. La pigrizia potenzialmente può essere un grande alleato....alla stessa stregua della Forza per il maestro Yoda :) :)

      Elimina
  7. ...Eppure se lasciassimo da parte la presunzione occidentale della superiorita sulle altrui culture e storia...Vedi io seguo il Qi-Gong e precisamente le configurazioni del broccato, ho risolto molti problemi dovuti alla postura a cuasa del lavoro ecc.

    Complimenti per il post, veramente istruttivo.

    RispondiElimina
  8. Ciao Taoista, anche gli Esercizi Taoisti, tipo "la tartaruga sacra guazza", che cito nel testo, sono in pratica un Qi-Gong dinamico, paragonabili in alcuni casi alle configurazioni del broccato. La tua affermazione non solo è giusta, ma riguardo alle ginnastiche per la salute, purtroppo è vero il netto contrario di quanto si crede, ci sono persone che vengono a fare shiatsu perchè hanno problemi fisici, dovuti principalmente ad una postura sbagliata, oppure ad alcuni difetti di appiombo, questi problemi sarebbero facilmente avvicinabili e risolvibili solo facendo Tai Chi o Qi Gong, però se queste persone non intendono intraprendere questo percorso in quanto troppo orientale, non saprei quali altri attività o rimedi "occidentali" consigliare con la medesima efficacia.

    Paolo

    RispondiElimina
  9. Io me le ricordo, le donne che andavano alla roggia a lavare!
    E ti dirò di più: l'asse per lavare era strumento comune in casa mia. Nel cortile dove abitavo e dove abitavano le mie zie quando era giorno di bucato era tutto un fiorire di mastelli di legno ed assi, spazzole di legno e paglia e sapone a scaglie. All'inizio l'acqua era così bollente che i panni venivano girati con lunghi bastoni...
    Mamma mia... ma quanto sono vecchia? Sembra di parlare di racconti preistorici!

    RispondiElimina
  10. Io sono nato in una vecchia casa di ringhiera, che pur essendo in centro a Sesto San Giovanni (vedi il post i bambini e la luna), permetteva di calarti in un mondo molto diverso da tutto quello che c'era intorno, avevamo ancora un lavatoio, con un camino a legna, dei mastelloni per lavare i panni e dei lunghi fili tirati in cortile per stendere i panni al sole, non tutto ovviamente (e per fortuna) veniva ancora utilizzato per il motivo per il quale era stato concepito, per esempio con il camino ed i mastelloni ormai si facevano sterilizzare i vasetti di salsa di pomodoro in quantità industriale, però diciamo che entrambi abbiamo vissuto un mondo che ormai è scomparso quasi ovunque, da bambino invidiavo gli amici che vivevano in case moderne, con tutti i comfort, ora mi ritengo fortunato ad avere vissuto questa esperienza.


    Paolo

    RispondiElimina
  11. Un tempo si trascurava il corpo perchè non se ne aveva l'opportunità...
    troppi erano i compiti nel quotidiano, anche dei bimbi...
    oggi, si presta più attenzione all'estetica, trascurando la postura, che , a lungo andare, con le ore al pc...con le ore seduti sui banchi e chinati sui libri...
    con le ore in fabbrica, sempre nella stessa posizione...
    tutto questo, nel perdurare quotidiano, porta ad uno squilibrio dell'assetto strutturale del corpo...
    dedicare un'ora al giorno al proprio corpo, sarebbe un'ottimo incipit per un'armonia fisica...
    grazie per l'opportunità..
    sereno divenire..
    dandelìon

    RispondiElimina
  12. E' tutto vero quello che dici, purtroppo l'età in cui i disturbi cominciano a farsi sentire si sta abbassando notevolmente, perchè anche i bambini fanno una vita molto differente da un tempo, si muovono molto meno e cominciano risentire di malanni che una volta arrivavano in età più avanzata. Bisognerebbe imparare ad ascoltare il proprio corpo, Lui ci comunica continuamente più informazioni di quanto noi siamo disposti ad ascoltare, però, appunto, nella maggior parte dei casi queste richieste si perdono el rutilare di una vita condotta con troppa fretta e poca attenzione....

    Grazie del tuo commento.

    Paolo

    RispondiElimina
  13. Bel racconto, semplice e vero, certo che..povere lavandaie che fatica!
    Parlando della posizione, mi hai ricordato quando praticavo Kung Fu (è passato un bel po di tempo ormai) si prendevano sempre molti spunti dalla natura per trasformarli in varie posizioni, prese, leve ecc.
    Un caro saluto! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, nelle arti orientali che possiamo definire "per la salute" spesso si studiavano gli animali con una lunga vita (tipo la tartaruga) che veniva considerata appunto sacra, in quanto aveva il segreto della longevità. I taoisti avevano sto pallino di campare il più possibile :)

      A presto Demetra

      Paolo

      Elimina